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La risposta di ItaliaScherma ai comunicati del Consiglio Federale

ItaliaScherma
Pubblicato da in tutte le categorie · 31 Marzo 2020
La risposta di ItaliaScherma ai comunicati del Consiglio Federale
Al Consiglio Direttivo della FIS
e pc Al Presidente del CONI
e pc Alle Società Sportive Tesserate
e pc Ai Maestri di Scherma
e pc Agli Arbitri
e pc Alle Famiglie
Carissimi,
nella giornata di ieri il consiglio Federale ha diramato due comunicati la cui lettura ci induce una riflessione sul lavoro che stiamo svolgendo in questi giorni: abbiamo imboccato la giusta direzione!
Con il primo comunicato, una lettera indirizzata a tutte le componenti del mondo schermistico, il Consiglio Federale ha dimostrato di aver preso in considerazione le proposte formulate da ItaliaScherma per far fronte all’emergenza Covid-19.
Pur notando con rammarico che, tra le misure proposte, sono state selezionate soltanto quelle meno incisive, non possiamo che essere soddisfatti di avere ottenuto che il Consiglio Federale si riscuotesse dall’immobilismo di questi giorni.
Una precisazione però, è d’obbligo. E’ troppo facile liquidare le proposte altrui con la generica accusa di demagogia e populismo. Il bilancio preventivo è accessibile a chiunque ed un’attenta lettura dimostra come sia perfettamente possibile trovare le risorse per le soluzioni proposte da ItaliaScherma. Avremmo auspicato di leggere le motivazioni di politica di bilancio adottate dal Consiglio, piuttosto che una reazione politica, ma confidiamo che, alla fine, il Consiglio riesca ad accettare l’idea che dal confronto democratico possano nascere iniziative proficue per il nostro mondo.
Il secondo comunicato riguarda, invece, il questionario di rilevazione inviato da ItaliaScherma alle società schermistiche. Il Consiglio Federale accusa ItaliaScherma di volersi intromettere tra la FIS e il CONI, di fare trattamento dati senza il consenso della Federazione e minaccia un’azione risarcitoria e il ricorso alla Procura federale.
Si tratta di accuse molto gravi che, qualora fossero rivolte a soggetti individuati, giustificherebbero almeno una querela per diffamazione.
Prima di tutto è bene chiarire che la Federazione non è proprietaria dei dati dei singoli affiliati e tesserati e dunque non può disporre del consenso al trattamento. Se, dunque, una società schermistica decidesse di rispondere al questionario sarebbe ben libera di prestare il consenso alla raccolta dei dati, senza per questo mancare di lealtà verso la Federazione.
Non è affatto vero poi, che ItaliaScherma abbia inteso interferire nei rapporti tra Federazione e CONI o attribuirsi competenze esclusive della FIS. Sarà nostra cura infatti dimostrarlo in ogni sede giudiziaria o sportiva se e quando il Consiglio federale vorrà esporre in dettaglio le generiche accuse formulate nel comunicato.
Infine un’ultima osservazione. Nel comunicato viene sottolineato più volte che ItaliaScherma non è affiliata alla FIS e che non si conoscono i nomi dei componenti. Ci chiediamo, allora, quale potrebbe mai essere la competenza del Procuratore federale. Ricordiamo che almeno due volte la Procura Federale è stata attivata nei confronti di soggetti non tesserati o di soggetti tesserati per azioni legittime compiute da non tesserati e/o non affiliati e che, ogni volta, il Tribunale federale ha dichiarato infondata l’azione. Si sarebbe potuto utilizzare, il denaro sprecato per queste azioni in modo più proficuo e ci auguriamo di non dovere assistere ad ulteriori sprechi.
In ogni caso, abbiamo constatato con piacere che dopo il nostro intervento, finalmente il Consiglio Federale ha attivato i Comitati Regionali per effettuare i rilevamenti così come richiesto dal CONI ed auspicato da ItaliaScherma.
Consapevoli, quindi, dell’efficacia dei nostri interventi vogliamo esporre altre proposte con la certezza che esse verranno lette, criticate ed alla fine adottate.
Chiediamo che il CONI, a cui va il ringraziamento di tutte le componenti del mondo sportivo per il ruolo di interlocutore appassionato che sta svolgendo con il Governo, chieda che le misure già previste siano così implementate dalla previsione di:
• misure di salvaguardia in favore delle associazioni sportive che utilizzino locali privati, onde consentire una sospensione o una riduzione dei canoni ed il blocco degli sfratti per tutto il 2020. Nel contempo prevedere corrispondenti misure in favore dei proprietari dei locali, ed estendendo le medesime misure anche in favore di coloro che hanno in concessione o in affidamento impianti pubblici. Prevedere infine la riduzione dei canoni e delle spese per il consumo di energia elettrica, acqua e gas degli impianti pubblici e privati fino al 31 dicembre 2020
• misure atte a garantire alle associazioni sportive la possibilità di accedere al credito a tasso zero attraverso l’Istituto di Credito Sportivo senza limitazioni di sorta
• contributi straordinari per consentire a tutte le organizzazioni sportive (Federazioni, Discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, associazioni benemerite,) di sopprimere le spese di affiliazione, riaffiliazione e tesseramento per il prossimo anno agonistico, senza che ciò si traduca in un sacrificio di bilancio a scapito della preparazione olimpica (per le federazioni interessate o per le altre attività istituzionali)
• misure dirette in favore delle associazioni sportive intese come datori di lavoro, atte a consentire l’estensione degli interventi già adottati dal Governo in sostegno dei lavoratori e delle partite iva, anche ai lavoratori dello sport vista l’imminente attuazione della legge delega sullo Sport.
• aumento dell’importo già stanziato per il contributo di 600 euro riconosciuto in favore dei collaboratori sportivi in modo da evitare che possano restare esclusi dal contributo tutti coloro che, per qualunque motivo, anche legato alla modalità di invio telematico della richiesta, non riusciranno a beneficiarne
• misure di salvaguardia fiscale che consentano la sospensione fino alla effettiva ripresa delle attività dei versamenti indicati nell’art. 61 del D.L. 17.03.2020 n. 18 con possibilità di versamento senza interessi e sanzioni entro il termine per la presentazione del modello 770/2021.
Infine, sarebbe auspicabile, che gli operatori sportivi con la nuova legge delega possano continuare ad avere forme di retribuzione agevolate soprattutto con riferimento ai contributi previdenziali essendo impossibile per le Asd o per gli interessati sostenere gli attuali oneri contributivi INPS (circa 36%)
Tanto era nostro dovere precisare nella speranza che i toni minacciosi del Consiglio Federale siano esclusivamente dovuti ad un momento di nervosismo causato dalla gravissima quanto imprevedibile circostanza.
Cordiali saluti
Il Team di ItaliaScherma


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