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INFORMATIZZAZIONE = CAMBIAMENTO

ItaliaScherma
Pubblicato da in associazioni · 18 Marzo 2020
INFORMATIZZAZIONE = CAMBIAMENTO
 
di Mario Rosati
 
"Informatizzazione": una brutta parola che ancora oggi spaventa tutti coloro che ne ignorano i reali benefici. Adottare una soluzione informatica per gestire la propria sala di scherma significa iniziare un percorso di cambiamento che coinvolge l’intera organizzazione e questo costituisce il vero scoglio da superare:“perché cambiare se le cose vanno già bene così?”
 
Facciamo un passo indietro: come è gestita una sala di scherma? Immagino in svariati modi: si va dalla gestione “genitore fai tutto tu” alla gestione con un sistema informatico e una efficiente segreteria. In mezzo c’è tutto il mondo delle società che, bene o male, riescono a portare avanti una gestione che spesso è al limite della legalità. Quindi basta un semplice programma di contabilità generale o, meglio, un software standard di gestione delle palestre per risolvere il problema?
 
In effetti è vero, ma quando si parla di gestione intendiamo avere la possibilità di controllare i processi, di testare i risultati ottenuti e di poter effettuare tutti quegli interventi di miglioramento necessari per potenziare ed evolvere la nostra società.
 
In altre parole occorre passare dall’idea “faccio l’indispensabile” a “lavoro per migliorare” e nella seconda ipotesi aggiungerei: in un’ottica fornitore ó cliente. Una società sportiva è un po’ come un’azienda manifatturiera che produce atleti, ma con una particolarità: il prodotto finito è nello stesso tempo anche il “cliente” così come lo sono i “genitori” degli atleti. Occorre pertanto lavorare per migliorare sia il processo produttivo (società ó atleta) sia il rapporto società genitori.
 
Nella maggior parte delle società tutto questo è nella testa del maestro che si fa carico di gestire da solo l’intera società; non si fa niente senza passare da lui e questo, oltre a distoglierlo dalla sua missione (fare il maestro), irrigidisce il sistema perché manca assolutamente la capacità di delega che rende snelle e dinamiche le organizzazioni moderne.
 
Con i genitori parla il maestro, i piani di formazione li definisce il maestro, il maestro è spesso anche il presidente della società pertanto interviene nelle relazioni con gli sponsor, con le istituzioni, con la stampa, segue gli adempimenti fiscali, ecc. ecc. “fare tutto” significa spesso “non fare niente bene” e capisco bene che, quando a queste persone si propone di cambiare le cose, la risposta sia “perché cambiare se le cose vanno già bene così?”
 
Ma usciamo da questi contesti e proviamo ad immaginare un nuovo concetto si società.
 
Una società di scherma è innanzitutto una “scuola” dove in circa 10 anni si formano schermidori. Come in tutte le scuole possiamo aver alunni che raggiungono l’eccellenza ed altri che si diplomano con il minimo dei voti, ma, entrambi hanno comunque raggiunto l’obiettivo finale: conoscere la scherma.
 
Una società dovrebbe operare, ponendosi in questa ottica ed erogare un servizio che sia omogeneo per tutti i suoi allievi. Ovviamente l’atleta talentuoso sarà trattato con lezioni ad-hoc, superiori allo standard, ma tutti debbono comunque avere la stessa base di insegnamento sulla quale saranno poi “valutati”. Lord Williams Thomson Kelvin sosteneva: “Se non si può misurare qualcosa non si può migliorarla” e questo è il principio su cui si basa l’insegnamento in generale e, in particolare, quello delle scuole. Questo concetto sconvolge un po’ le finalità di molte società che hanno come mission quella di produrre “campioni”. In realtà si eroga un servizio che deve essere uguale per tutti coloro che pagano la stessa quota e ai “clienti genitori” occorre dare i giusti feedback su come sta andando il proprio figlio senza lasciare loro la capacità di valutarlo esclusivamente dai risultati ottenuti in gara.
 
Il nostro maestro “tuttofare” dovrebbe tornare a focalizzarsi sul suo compito principale creando dei piani di formazioni mirati ai diversi livelli di preparazione, pianificando gli allenamenti con programmi condivisi con il proprio staff, valutando i gap formativi dei suoi allievi riferiti ai modelli prestazionali che ha definito per i diversi livelli di formazione. Infine produrre di feedback agli atleti/genitori per dare consapevolezza del lavoro svolto e soprattutto dei risultati ottenuti. La competizione, a quel punto, diventa il “compito in classe”, che l’allievo affronta con la consapevolezza delle proprie capacità. Ma il vero esame sarà poi al termine della stagione dove ogni allievo sarà valutato per quelle che sono le sue effettive capacità. Un esame il cui esito lo potrà portare al livello di preparazione superiore oppure restare a quello attuale. Questo metodo offre il grande vantaggio di tracciare un percorso ben preciso senza interferire sui tecnicismi o le modalità di erogare una lezione di scherma. Non va a intaccare le conoscenze del tecnico, bensì ne mappa i confini e ne determina l’efficacia.
 
Quando ho pensato tutto questo mi sono detto: “accidenti, vorrei avere un software che mi gestisse tutto questo, un programma da avere sempre a portata di mano e che possa essere condiviso con il mio staff”. Ecco che è nato Fencing Dashboard 3.0 (https://www.passionescherma.it/fencing-dashboard-3/) un progetto nato oltre 5 anni fa e che ha dato origine ad una app che può girare in ambiente Windows o iOS, ma, in particolare su iPad e iPhone: il primo mattone è messo!


1 commento
Voto medio: 114.0/5
Virtus Scherma
2020-03-19 17:46:26
complimenti per l'iniziativa a breve prenderemo contatti per poter utilizzare la vostra proposta dalla prossima stagione agonistica
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