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INCENTIVI PER I MAESTRI DI SCHERMA. È DI QUESTO CHE ABBIAMO BISOGNO?

ItaliaScherma
Pubblicato da in Maestri · 25 Marzo 2020
INCENTIVI PER I MAESTRI DI SCHERMA. È DI QUESTO CHE ABBIAMO BISOGNO?
Cari colleghi maestri, cari amici,
ho ricevuto la lettera che comunica una rivalutazione, decisa dal C.D. della FIS, degli importi dei premi relativi all’attività agonistica nazionale e internazionale 2019/2020 a titolo di incentivazione per i Maestri di Scherma. Probabilmente coinvolgerà una sparuta rappresentanza della nostra categoria.
Sinceramente non l’ho presa bene.
Mi chiedo innanzi tutto la provenienza di tali fondi (incremento delle entrate da parte del Governo, ridistribuzione di risorse e così via) e, in seconda battuta, a che cosa sia da ascrivere questo nuovo corso  contrapponendosi a una politica federale che, in questi anni, ha visto la contrazione dei premi per l’attività nazionale e internazionale dei nostri atleti. Tanta generosità è legata al periodo particolarmente disgraziato della pandemia da COVID-19, o all’avvicinarsi delle scadenze elettorali del quadriennio, o ad ulteriori motivazioni che mi sfuggono?
Avrei certo preferito una maggior attenzione per la categoria negli anni trascorsi e non soltanto nella situazione contingente. La politica federale degli ultimi venti anni l’ho personalmente vissuta come abbandono e regressione delle prerogative della categoria dei maestri di scherma.
Alla promessa di una scuola magistrale si è contrapposta la tiepida riforma del curriculum di studi per il titolo di insegnante di scherma, si è attuata un’inopportuna e disgraziata rottura con l’Accademia Nazionale di Scherma culminata con un inappellabile giudizio del Consiglio di Stato che ne sancisce le funzioni e, al tempo stesso disconosce le aspettative della FIS,  per arrivare all’affermazione del dilettantismo dei maestri di scherma.
La pratica, a lungo utilizzata, di nominare personalmente i maestri nelle diverse commissioni federali ha sostituito l’espressione della volontà degli insegnanti attraverso il suggerimento di un’AIMS che, oggi, è sempre meno rappresentativa della nostra categoria .
La vicenda “Sportass”, cassa previdenziale di molti colleghi e soprattutto di coloro che hanno deciso di dedicare il loro lavoro, in esclusiva, all’insegnamento della scherma, culminata con la sua soppressione, ha visto il totale disinteresse del nostro governo sportivo.
Ancora, una politica che ha assegnato posizioni apicali esclusivamente ai maestri appartenenti alle forze dell’ordine o ai militari, così come il distacco di molti ex atleti militari ora insegnanti, ha procurato, in conflitto con la meritocrazia, una sperequazione mai sperimentata, tanto più favorendo un conflitto d’interesse legato alla possibilità di operare anche in società private.
Inoltre, in questi ultimi anni, abbiamo sperimentato una diaspora che comincia a essere patologica, legata alla decisione di numerosi nostri colleghi di operare professionalmente all’estero. Mi piace legare, seppur relativamente, questo fenomeno ai numerosi incarichi che ricevono dalla FIS, in esclusiva, i maestri militari o paramilitari. Altrettanto mi ha confuso il parere di autorevoli rappresentanti del C.D. che si sono espressi favorevolmente su questo abbandono della nostra nazione.
Sarebbe infine importante, sempre in riferimento a noi maestri di scherma, sapere la  posizione ufficiale del nostro rappresentante Salvatore Lauria e di tutto il C.D. federale rispetto alla legge 8 agosto 2019, numero 86, che ha delegato il Governo a riordinare e riformare, entro agosto, il professionismo e il dilettantismo nonché il rapporto di lavoro sportivo.
Vi invito, quindi, a valutare con spirito critico la missiva federale che assegnerebbe alla nostra categoria incentivi economici e a richiedere ai nostri politici un interesse reale e a tutto tondo per le problematiche della nostra categoria.


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