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A.I.M.S. se ci sei, batti un colpo

ItaliaScherma
Pubblicato da in Maestri · 26 Marzo 2020
A.I.M.S. se ci sei, batti un colpo
In questo periodo di grande sofferenza per tutto il sistema-scherma, abbiamo letto e sentito le voci di quasi tutte le parti in causa. Manca però la voce di quella che vorrebbe, o dovrebbe, essere l’associazione che rappresenta i Maestri di scherma, ovvero l’A.I.M.S.
Non mi aspettavo certo contributi concreti a sostegno dei tecnici civili, ma quantomeno una lettera di vicinanza, fare sentire comunque che si stava lavorando per aiutare la categoria, che c’erano sul tavolo delle proposte. Nulla, niente.
Poco tempo fa, durante la prova nazionale cadetti di Roma, parlando con il consigliere in quota tecnici Salvatore Lauria, gli feci notare che uno dei problemi di questo consiglio, come dei precedenti, era che al suo interno non c’era nessun maestro civile che vivesse con gli introiti derivanti solo dall’attività schermistica. Tutti i consiglieri sono economicamente garantiti da altre fonti: pensionati, dipendenti pubblici, privati o liberi professionisti. Gli dissi che qualora per qualche misteriosa ragione, la scherma si fermasse, per loro non c’erano grossi problemi perché avrebbero avuto il loro stipendio tutti i mesi comunque, ma noi? Quelli che vivono con la scherma? Questo perché l’attività è sempre pensata per chi la scherma la insegna con le spalle coperte, e che era ora di inserire anche un consigliere che portasse il punto di vista dei sempre più numerosi tecnici civili che vivono di scherma. Non avrei certo immaginato che poche settimane dopo ci saremmo ritrovati esattamente in quella situazione, e ancora una volta il consiglio è venuto a mancare proprio nel sostegno ai quei tecnici. Posso riportare la stessa situazione anche per l’A.I.M.S, dove nessuno del consiglio è uno che non ha lo stipendio comunque assicurato tutto i mesi, manca la rappresentanza di questa categoria ovunque.
Recentemente ho avuto occasione di ascoltare un’intervista del Presidente della F.I.S. Maestro Scarso, e solo in minima parte mi sono trovato d’accordo con le sue parole. Anzi, in alcuni passaggi mi sono anche sentito un po’ infastidito, specie quando ha affermato che lo scopo della federazione è principalmente sostenere lo sport di alto livello e premiare, economicamente, chi fa risultati. Motivo per cui ha ritenuto opportuno come intervento di sostegno alla classe magistrale, unicamente aumentare i premi federali legati ai risultati, e anticipare il contributo federale alle società già al mese di maggio, ma sempre con il solito criterio distributivo.
Mi piace ricordare che lo statuto, e dico l’ultimo quello a lui così tanto caro, reciti testualmente :
ARTICOLO 1
La Federazione Italiana Scherma (F.I.S.) , fondata il 3 giugno 1909 come Federazione Schermistica Italiana, è costituita da tutte le società, Associazioni Dilettantistiche e Gruppi Sportivi ad essa affiliati o aggregati che, senza fini di lucro, hanno lo scopo di praticare, promuovere, sviluppare e diffondere la disciplina della scherma in tutte le sue forme.
Non risulta pertanto che lo scopo della F.I.S. sia quello di sostenere economicamente l’alto livello, né tantomeno chi fa “i risultati”. Quello specifico capitolo di spesa viene coperto dai Gruppi Sportivi Militari, creati appositamente per sollevare le federazioni da questo tipo di incombenza economica, e che utilizzano parte delle risorse destinate a loro dalle nostre tasse, proprio per sostenere l’impegno degli atleti di alto livello. La Federazione ha invece lo scopo di sostenere tutte le società, indistintamente, proprio come recita lo statuto.
In questo momento sono però d’accordo che non sono i finanziamenti a pioggia a risolvere qualcosa, né tantomeno ci sono risorse tali da poterli rendere così consistenti da aiutare significativamente ogni singolo tecnico operante sul territorio nazionale. Occorre quindi prendere confidenza con il concetto di “mutualità” e magari anche con quello di “equità”. Chi merita di più deve avere di più, ma proporzionalmente, per dare a tutti la possibilità di esistere e competere. Il sistema dei contributi attuale è utile solo alle prime società della classifica, che incassano cifre importanti, mentre per il restante 90% le cifre diventano sempre meno utili, sino a diventare puramente simboliche.
Mi piace ricordare che i costi di affitto, collaboratori, tasse, utenze, caselli autostradali, affiliazione, iscrizione alle gare, ecc.. ecc.. sono uguali per tutti, quelli sì in assoluta democrazia. Una proposta potrebbe essere quella di prendere spunto dal modello della Premier League inglese sulla distribuzione dei diritti televisivi, la già citata mutualità dei club più importanti verso gli altri. Suddividere la classifica in tre blocchi
-          Primo blocco, dal 1° al 10° = contributo di 7.000 euro
-          Secondo blocco, dal 11° al 50° = contributo di 3.500 euro
-          Terzo blocco, dal 50° all’ultimo classificato = contributo di 1.500 euro
E non si dica che non ci sono i soldi, se c’erano per dare l’80% del contributo a tutti entro maggio, sulla base del punteggio, ci sono anche per questo aiuto, fatto di cifre più significative per tutti. Naturalmente tutto è in discussione, basta avere il totale a disposizione per rivalutare la ripartizione, fatto salvo il principio.
A questo punto, però, vorrei tornare all’inizio della mia lettera, quello in cui chiedo all’A.I.M.S. di battere un colpo. Attendo con fiducia una risposta pubblica a questa mia richiesta, con magari anche qualche proposta da presentare alla F.I.S. ed al C.O.N.I. a sostegno dei Maestri. Mi basta anche una critica contraria alla mia proposta, purchè motivata con argomenti concreti, e non liquidata con il solito politico : “non ci sono i soldi, non si può fare”. Se la politica ci insegna una cosa, è proprio che un politico, quando gli interessa, i soldi li trova sempre. Buona fortuna a tutti i miei colleghi a casa.


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